Con il rientro dalle vacanze può capitare di trovare più capelli sulla spazzola, sul cuscino o nella doccia. Una maggiore caduta tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno è un fenomeno osservato in molte persone e, nella maggior parte dei casi, tende a risolversi spontaneamente. Ma quando il diradamento diventa evidente o continua per diversi mesi, è importante capire se dietro l’effluvio si nascondano carenze nutrizionali, alterazioni ormonali, stress o una forma iniziale di alopecia.
In breve: perché i capelli cadono di più a settembre
Ogni capello segue un ciclo composto da una fase di crescita, una di transizione e una di riposo. Alcuni studi hanno osservato una maggiore presenza di capelli nella fase telogen alla fine dell’estate, seguita da un aumento della caduta tra agosto e autunno.
Sole, caldo, cloro e salsedine possono inoltre rendere i capelli secchi, fragili e inclini alla rottura. Questo danno riguarda prevalentemente il fusto e non deve essere confuso con la perdita del capello dalla radice.
- una caduta stagionale moderata e diffusa è generalmente temporanea
- chiazze, diradamento visibile o perdita persistente richiedono una valutazione dermatologica
- integratori e trattamenti infiltrativi vanno scelti soltanto dopo aver individuato la causa
Come funziona il ciclo di crescita dei capelli
Il follicolo pilifero attraversa diverse fasi. Durante l’anagen il capello cresce attivamente; nella breve fase catagen il follicolo rallenta la propria attività; durante il telogen entra invece in una condizione di riposo. Al termine di questo percorso il capello si stacca, lasciando spazio a un nuovo ciclo.
In condizioni normali, la maggior parte dei follicoli si trova nella fase di crescita e soltanto una percentuale ridotta è pronta a perdere il proprio capello. Quando molti follicoli passano quasi contemporaneamente nella fase di riposo, la quantità di capelli persi può aumentare: questa condizione viene definita telogen effluvium.
La caduta stagionale dei capelli esiste davvero?
Alcune ricerche hanno rilevato variazioni stagionali nel ciclo follicolare, con un aumento della caduta tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Le prove disponibili, però, derivano anche da studi condotti su gruppi limitati e non permettono di attribuire ogni episodio di caduta di settembre al solo cambio di stagione.
Il fotoperiodo potrebbe avere un ruolo nel ritmo del follicolo, ma vanno sempre considerate altre possibili cause. Un periodo di stress intenso, una dieta restrittiva, una malattia accompagnata da febbre, un intervento chirurgico, il parto, la sospensione di alcuni farmaci o un’alterazione della tiroide possono provocare un effluvio che diventa visibile due o tre mesi dopo l’evento scatenante.
Sole, cloro e salsedine fanno cadere i capelli?
L’esposizione estiva può modificare soprattutto l’aspetto e la resistenza del fusto. I raggi ultravioletti favoriscono la degradazione delle proteine e l’ossidazione dei lipidi presenti nella fibra capillare. Cloro, salsedine, vento e lavaggi frequenti possono accentuare secchezza, ruvidità e perdita di lucentezza.
Un capello danneggiato tende a spezzarsi più facilmente, soprattutto durante la spazzolatura. La rottura, però, è diversa dalla caduta follicolare: nel primo caso si osservano capelli di lunghezza irregolare e punte sfibrate; nel secondo il capello si stacca interamente dal cuoio capelluto.
Anche la pelle della testa può risentire del sole. Rossore, prurito, desquamazione o bruciore indicano un cuoio capelluto irritato che richiede prodotti delicati e, se il disturbo persiste, una visita specialistica.
Quanti capelli è normale perdere ogni giorno?
La perdita quotidiana viene generalmente stimata tra 50 e 100 capelli, ma questo valore è soltanto orientativo. Il numero può cambiare in base alla densità della chioma, alla frequenza dei lavaggi, alla lunghezza dei capelli e al modo in cui vengono pettinati.
Chi lava i capelli ogni tre o quattro giorni può ritrovarne molti nella doccia perché quelli già distaccati si accumulano tra un lavaggio e l’altro. Per questo motivo è più utile osservare l’andamento complessivo della chioma rispetto al conteggio delle singole unità.
I segnali che richiedono una visita
È opportuno rivolgersi a uno specialista quando:
- la caduta abbondante continua per diversi mesi
- la scriminatura appare progressivamente più larga
- il cuoio capelluto diventa più visibile
- compaiono chiazze prive di capelli
- la perdita interessa anche sopracciglia o altre zone del corpo
- sono presenti prurito, dolore, croste o desquamazione persistente
- i capelli diventano progressivamente più sottili
La visita può comprendere l’osservazione del cuoio capelluto, il pull test e la tricoscopia. In base alla storia clinica, il medico può richiedere esami del sangue per valutare emocromo, ferritina, funzionalità tiroidea, vitamina D o altri parametri.
Integratori per capelli: quando sono davvero utili
Ferro, zinco, vitamina D e biotina partecipano a diversi processi legati alla salute di pelle e capelli. Questo non significa, però, che assumere integratori senza una carenza documentata possa arrestare qualsiasi forma di caduta.
Il ferro può essere indicato quando gli esami mostrano una carenza o riserve insufficienti. Anche vitamina D e zinco devono essere valutati nel contesto della situazione clinica. La carenza di biotina è poco comune e dosi elevate possono interferire con alcuni esami di laboratorio.
Gli integratori dovrebbero quindi essere scelti dopo la diagnosi, evitando combinazioni generiche assunte per lunghi periodi senza controllo medico. Una dieta varia, con un apporto adeguato di proteine, rimane essenziale per sostenere la produzione della fibra capillare.
Lozioni e trattamenti topici per il cuoio capelluto
Shampoo delicati, balsami e prodotti riparatori possono migliorare idratazione, morbidezza e resistenza del fusto danneggiato durante l’estate. Le lozioni cosmetiche possono contribuire al benessere del cuoio capelluto, ma non sostituiscono le terapie dermatologiche quando è presente una vera alopecia.
In presenza di alopecia androgenetica, dermatite o altre condizioni, il dermatologo può prescrivere trattamenti specifici. La scelta dipende dalla diagnosi, dal sesso, dall’età, dall’estensione del diradamento e dalle eventuali controindicazioni.
Biostimolazione e polinucleotidi: cosa sappiamo
La medicina estetica propone trattamenti infiltrativi del cuoio capelluto basati su sostanze differenti. Tra le opzioni emergenti rientrano formulazioni contenenti acido ialuronico, aminoacidi, peptidi, vitamine o polinucleotidi.
I polinucleotidi sono frammenti purificati di acidi nucleici studiati per le loro possibili proprietà rigenerative. Le prime ricerche ne hanno valutato l’impiego soprattutto nell’alopecia androgenetica, osservando possibili miglioramenti della densità o dello spessore dei capelli in alcuni pazienti.
Le evidenze restano però limitate: gli studi disponibili coinvolgono campioni ridotti e utilizzano protocolli differenti. Non è ancora possibile affermare che i polinucleotidi arrestino con certezza l’effluvio stagionale o riattivino tutti i follicoli inattivi.
Anche la mesoterapia capillare ha prodotto risultati promettenti in alcune ricerche, ma non esiste un protocollo unico per sostanze, dosi e numero di sedute. Le microiniezioni possono inoltre provocare dolore, gonfiore, piccoli ematomi, infezioni o reazioni locali. Devono essere eseguite da un medico dopo una diagnosi precisa.
Quando iniziare un trattamento contro la caduta
Settembre non rappresenta una scadenza obbligatoria per iniziare le terapie. Se l’aumento della caduta è lieve, diffuso e iniziato da poco, il medico può suggerire un periodo di osservazione. Il telogen effluvium acuto spesso migliora quando viene rimossa la causa che lo ha provocato.
Se emerge invece un’alopecia androgenetica o un’altra condizione progressiva, intervenire precocemente può aiutare a preservare i follicoli ancora attivi. Il trattamento deve essere selezionato sulla base della diagnosi e monitorato nel tempo attraverso fotografie o controlli tricoscopici.
La ricrescita richiede pazienza. Il ciclo follicolare procede lentamente e i cambiamenti non possono essere valutati dopo pochi giorni. A seconda della causa e della terapia, possono essere necessari diversi mesi prima di osservare una riduzione stabile della caduta o un miglioramento della densità.
Come prendersi cura dei capelli dopo l’estate
Una routine delicata aiuta a migliorare l’aspetto dei capelli stressati dalle vacanze e a limitare le rotture:
- utilizzare uno shampoo adatto al proprio cuoio capelluto
- applicare il balsamo sulle lunghezze dopo ogni lavaggio
- tamponare i capelli senza strofinarli con forza
- ridurre temporaneamente piastre e temperature elevate
- districare le lunghezze con delicatezza
- evitare acconciature molto strette e trazioni ripetute
- seguire un’alimentazione completa, con un apporto adeguato di proteine
Lavare i capelli quando necessario non peggiora il diradamento. I capelli visibili nella doccia erano generalmente già arrivati alla fase finale del proprio ciclo e sarebbero caduti durante la spazzolatura o nei giorni successivi.
Domande frequenti
È normale perdere più capelli a settembre?
Un aumento moderato e temporaneo può rientrare nelle variazioni stagionali osservate nel ciclo del capello. Se la perdita è molto abbondante, produce un diradamento visibile o continua per diversi mesi, è indicata una visita dermatologica.
Il sole fa cadere i capelli dalla radice?
L’esposizione ai raggi ultravioletti danneggia soprattutto il fusto, rendendolo più secco e fragile. Un collegamento diretto tra una normale esposizione estiva e un importante effluvio follicolare non può essere dato per certo.
Lavare i capelli tutti i giorni aumenta la caduta?
Una detersione frequente con prodotti adatti non provoca la perdita dei capelli sani. Durante il lavaggio si liberano soprattutto quelli già giunti al termine del ciclo.
Gli integratori fermano la caduta stagionale?
Possono essere utili in presenza di carenze documentate, ma non rappresentano una soluzione universale. Prima di assumere ferro, vitamina D, zinco o biotina è opportuno chiedere un parere medico.
Quanto tempo occorre per vedere la ricrescita?
I tempi dipendono dalla causa. Anche quando il fattore scatenante viene corretto, il follicolo deve completare il proprio ciclo: per osservare nuovi capelli e variazioni della densità possono servire diversi mesi.
Fonti
- American Academy of Dermatology – Do you have hair loss or hair shedding?
- DermNet – Telogen effluvium
- Cleveland Clinic – Telogen effluvium: sintomi, cause e ricrescita
- British Journal of Dermatology – Seasonal changes in human hair growth
- Dermatology – Seasonality of hair shedding in healthy women
- British Journal of Dermatology – Periodicity in the growth and shedding of hair
- JAMA Dermatology – Sicurezza ed efficacia degli integratori contro la perdita dei capelli
- Journal of Dermatological Treatment – Revisione sistematica sulla mesoterapia per la perdita dei capelli
- Journal of Cosmetic Dermatology – Polinucleotidi e alopecia androgenetica
- Journal of Cosmetic Dermatology – Gel a base di polinucleotidi per il diradamento dei capelli
